Farmaci veterinari detraibili

Farmaci veterinari detraibili

Le spese veterinarie sono detraibili per il 2017. Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate, dichiarando che le spese veterinarie sostenute dal contribuente per l’acquisto dei farmaci destinati agli animali domestici, e per le cure di animali da compagnia o per pratica sportiva, sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi con modello 730 e Unico.

Farmaci veterinari: un incremento esponenziale

Secondo quanto afferma il rapporto ASSALCO-Zoomark 2016 (Associazione Nazionale Imprese per l’Alimentazione e Cura degli animali da compagnia) in Italia il numero di animali domestici registrati ha avuto, negli ultimi 10 anni, una crescita esponenziale. Un incremento dovuto anche all’evoluzione di tipo culturale, dal momento che l’animale da compagnia è diventato un componente della famiglia a pieno titolo.

La crescente richiesta di informazioni specifiche su cure specialistiche, regimi alimentari particolari, prevenzione e cura delle patologie trasmissibili uomo – animale, ha notevolmente attualizzato il reparto di veterinaria delle farmacie. Contando che, secondo il rapporto QuintilesIMS, nel 2016 la spesa nazionale sui farmaci veterinari e prodotti complementari ha coperto il 2% dell’intero canale farmacia, è evidente come il benessere degli animali da compagnia sia diventato prioritario.

Quali sono i farmaci veterinari detraibili?

farmaci veterinari detraibili seguono le stesse regolamentazioni dei farmaci per uso umano: dalle prescrizioni mediche, come gli antibiotici su ricetta unica o ripetibile, ai prodotti complementari. È bene dunque tener presente che il 90% del farmaco veterinario è dispensabile dietro presentazione di ricetta medica. Solo pochi farmaci non presentano obbligo di ricetta, come ad esempio gli antiparassitari per cani e gatti contro le infestazioni da pulci e zecche.

La spesa può essere inclusa nella dichiarazione dei redditi, secondo certe condizioni e limiti spiegati recentemente dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 7/E (4 aprile 2017). Per fruire dunque della detrazione Irpef pari al 19% della spesa veterinaria sostenuta nel corso dell’anno precedente, il contribuente deve considerare una franchigia di € 129,11 euro e un massimo di spesa detraibile di 387,34 euro.

Si possono detrarre:

  • Le spese relative alle prestazioni del veterinario, gli interventi presso le cliniche veterinarie, le analisi di laboratorio;
  • Le spese relative all’acquisto dei medicinali prescritti dal veterinario, ovvero farmaci acquistati in farmacia e parafarmacia, come anche nei negozi autorizzati dal Ministero della Salute.

Non si possono detrarre:

  • Spese per l’acquisto di mangimi speciali;
  • Medicinali veterinari vendibili senza ricetta e quelli acquistati presso negozi di animali, come i disinfestanti per uso esterno o gli antiparassitari in quanto non considerati farmaci veterinari dal Ministero della Salute.

Come presentare le spese di farmaci veterinari detraibili

Fino al 2017 le spese veterinarie non rientravano nel Sistema Tessera Sanitaria e quindi non erano automaticamente presenti nel 730 precompilato. Ora, le strutture autorizzate alla vendita al dettaglio dei medicinali veterinari (comma 2 dell’art. 70 del D.lgs. n. 193 del 2006), devono provvedere alla trasmissione telematica delle spese sanitarie sostenute dai cittadini a fini veterinari, per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. Quindi a partire dal 2017, le spese veterinarie compariranno per la prima volta nel modello dichiarativo precompilato 730/2017.

La documentazione attestante la spesa, ovvero fatture e scontrini parlanti, saranno da controllare e conservare per 5 anni consecutivi alla data della presentazione della dichiarazione dei redditi, mentre non è più necessario conservare la ricetta del medico veterinario.

Nel 730 precompilato inoltre si ritroveranno gli importi dei farmaci veterinari detraibili che il farmacista trasmetterà in via telematica al Sistema Tessera Sanitaria, a meno che il contribuente non comunichi il proprio codice fiscale. Sarà dunque il farmacista a trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i prodotti acquistati, l’importo versato e i dati del contribuente.